Sentiero storico

La mandragora tra mito e scienza

L'anestesia di Ippocrate

ippocrate

ll medico greco Ippocrate (460-377 a.C.) utilizzava la Mandragora per moderati beveraggi da somministrare ai pazienti prima degli interventi chirurgici, anticipando così sia pure rudimentalmente l'uso dell’anestetico: la sua radice veniva posta nella camera dove il paziente dormiva oppure mescolata al cibo o cotta nel vino.

Il grande medico poi elabora la "spongia soporifera“, una spugna impregnata con oppio, mandragora  e cicuta  che è in grado di dare il sonno ai malati.

Inoltre la prescrisse contro tutte le forme depressive: “Alle persone malate e tristi che desiderano suicidarsi, sufficiente somministrare al mattino un infuso di mandragora, in dose minore a quella necessaria a causare il sonno”.

Per molti secoli la spugna soporifera e l'oppio, il cui uso aumenta tantissimo grazie al commercio con le indie di città come Genova e Venezia, sono le uniche sostanze che vengono usate per cercare di alleviare il dolore durante le operazioni, che risultano comunque essere delle vere e proprie torture