Liceo Scientifico "Galileo Galilei"

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Concorso lettura - a.s. 2010-2011

Durante l'anno scolastico 2010-2011 la biblioteca dell'istituto ha bandito un concorso aperto a tutti gli studenti del liceo, invitandoli a rintracciare frasi d'autore e immagini (filmiche, pittoriche o fotografiche, anche personali), entrambe sul tema della lettura.
La partecipazione prevedeva la produzione di un libero abbinamento tra una frase e un'immagine, accompagnata da un breve commento personale.

Ecco i migliori lavori prodotti:




LEGGERE

Noi siamo abituati a dare a parole come “silenzio” e “solitudine” un significato di malinconia, negativo. Nel caso della lettura non è così, al contrario quel silenzio e quella solitudine segnano la condizione orgogliosa dell'essere umano solo con i suoi pensieri, capace di dimenticare per qualche ora “ogni affanno”.

(Corrado Augias)

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Ho scelto queste immagini perchè vengono rappresentati il silenzio e la solitudine, negativamente, nelle prime due, mentre la terza mostra come la lettura possa renderli positivi.

Federico Aldrighetti 2I










LEGGERE

Ascoltare qualcuno che legge ad alta voce è molto diverso che leggere in silenzio. Quando leggi, puoi fermarti o sorvolare sulle frasi: il tempo sei tu che lo decidi. Quando è un altro che legge è difficile far coincidere la tua attenzione col tempo della sua lettura: la voce va o troppo svelta o troppo piano.

(Italo Calvino)

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Ho scelto queste immagini perchè si vede, nella prima, un discorso in pubblico, focalizzato sul microfono, che rappresenta la persona che legge per tutti, e sullo sfondo, sfocato, il pubblico, che sembra annoiato poiché non riesce a seguire. Probabilmente capisce di più il cane nella seconda immagine, che sembra attento a quello che legge.

Federico Aldrighetti 2I










LEGGERE

Nessun vascello c'è che come un libro possa portarci in contrade lontane...

(Emily Dickinson)

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Ho scelto quest'immagine perchè rappresenta la nave, appunto, fatta di carta, lo stesso materiale dei libri, che naviga nell'oceano infinito.

Federico Aldrighetti 2I










LEGGERE

Leggere senza mediare è un’occupazione inutile.

Confucio ( filosofo, legislatore e statista cinese, 551 a.C.-479 a.C.)

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Ho deciso di accostare questa citazione di Confucio riguardante la lettura e questo dipinto, “Lettura interessante” pastello su carta, di Federico Zandomeneghi, pittore impressionista italiano nato nel 1841 a Venezia e deceduto a Parigi nel 1917. Oltre a ricordarlo per il talento pittorico, bisogna anche farlo per il suo impegno di patriota ha infatti partecipato nel 1860 alla spedizione dei Mille con G. Garibaldi e anche alla Terza Guerra di Indipendenza nel 1866, sempre affiancando L’Eroe dei due Mondi. Il quadro, realizzato nel 1912, è stato da me scelto perché è la migliore immagine, tra quelle che avrei potuto accostare a questa frase. Essa è infatti capace di trasmettere al meglio il messaggio di Confucio. Infatti, il dipinto non rappresenta un famoso studioso o scienziato intento a consultare un importante testo e nemmeno un sovrano o un nobile che si fanno ritrarre dai loro pittori mentre leggono per avere l’aria dell’erudito. Al contrario il soggetto del dipinto è una semplice giovane, una domestica ritratta dall’artista in uno stato di massima concentrazione. Possiamo capirlo dall’atteggiamento della donna, le mani sul capo e il corpo che si spinge verso il libro, come per divorare le parole che scorrono sotto il suo sguardo, che non saranno dimenticate dopo pochi giorni, ma verranno analizzate e assorbite dalla mente della donna. Pertanto grazie a questo dipinto il messaggio di Confucio non rimane astratto, ma acquista forma e per questo motivo si carica ancora di più di significato e questo solo un altro esempio di come la lettura sia veramente un esempio di attività utile e redditizia per chiunque.

Edoardo Chiettini 2I










LEGGERE

Non importa la quantità dei libri che hai, ma la loro qualità.

Seneca. ( filosofo latino, 4 a .C .- 65 d.C.)

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Seneca con questa frase vuole farci capire che più che la quantità è la qualità che conta. La qualità per me è ciò che distingue il bello dal superlativo. Una persona può avere in casa sua una quantità smisurata di libri, ma se non ne possiede alcuni “ fondamentali” è come se non ne avesse per nulla. Indubbiamente esistono libri scritti con lo scopo principale di divertire, far ridere, oppure far viaggiare la mente del lettore al di là dei confini della realtà e della conoscenza, e di sicuro si tratta di libri bellissimi e molto creativi, ma questi sono davvero di qualità? Molte volte si vedono case stracolme di libri impilati ordinatamente in appositi scaffali o gettati alla rinfusa in varie parti dell’abitazione, che ci fanno subito pensare all’intelligenza e all’avidità di cultura del proprietario. Ma analizzando accuratamente libro per libro, quanti in realtà sono da considerarsi veramente tali e quanti solo spazzatura (libri scontati, stupidi, inverosimili…)? Quindi la domanda sorge spontanea:- Ma questo è oppure no un libro di qualità, come faccio a capirlo?
Il problema è che la qualità non sempre la si comprende al primo colpo: molte volte dei libri culturalmente fondamentali sono stati un fallimento economico per i loro editori, mentre altri, celebratissimi all’epoca della pubblicazione, ora sono dimenticati.

Io ho associato questa immagine alla frase di Seneca perché secondo me la rappresenta in tutta la sua pienezza; infatti nell’immagine sono presenti tantissimi libri (ammucchiati uno sopra l’altro alla rinfusa) ma nessuno sa se quelli sono dei bei romanzi oppure no, anche se a prima vista la quantità dei libri presente è indubbiamente invidiabile. La frase del filosofo si potrebbe brevemente riassumere con la frase comune del nostro tempo: “pochi ma buoni.”

Gianluca Fedel 2I










LEGGERE

La gente, drogata dal telecomando, legge molto meno, mentre leggere è vivere, e chi non legge più è colto da asfissia morale.

(C.Cederna)
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Ho scelto di collegare questa immagine alla frase di Cederna perché entrambe parlano di tecnologia e lettura. La citazione infatti sostiene che le persone che guardano troppa televisione non leggono più e quindi “sono colti da asfissia morale” ovvero soffocano il loro cervello. Nell’ immagine scelta ci sono infatti dei cavi che avvolgono un libro proprio come se lo stessero soffocando, come fa un serpente son la sua preda. La rappresentazione di un libro che viene avvolto da dei cavi simboleggia la tecnologia, che soprattutto negli ultimi anni, sta prendendo il posto della lettura; la televisione in particolar modo, occupa molto del tempo libero delle persone, che non trovano più il tempo per leggere.

Niccolò Ioriatti 2I










LEGGERE

La lettura di un buon libro è un dialogo incessante nel quale il libro parla e l'anima risponde.

(André Maurois)

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André Maurois, pseudonimo di Émile Salomon Wilhelm Herzog (Elbeuf,26 luglio1885–Neuilly-sur-Seine,9 ottobre1967), è stato uno scrittore francese. Ebbe sempre il gusto dell'erudizione e della fantasticheria ed unendole inventò un nuovo genere letterario: la biografia romanzata.

Nonostante la banalità dell'immagine, ho scelto di associarla a questa frase per ciò che rappresenta, un libro e un cuore, metaforica sede dell'anima umana per eccellenza. Credo si possa definire un “dialogo” perché amiamo, ammiriamo, detestiamo personaggi e situazioni che il libro “parlando” ci propone, a cui l'anima “risponde” con sensazioni e sentimenti che non sempre seguono il filo logico della storia. In un libro , infatti, possiamo trovare un eroe in cui ci identifichiamo, una principessa che non sopportiamo, un luogo che facciamo nostro, un amore che invidiamo e magari un principe di cui ci innamoriamo. Un libro è un amico che ci fa ridere, piangere, disperare; ogni libro ha una storia che ci attira forse più forse meno, forse per niente. Credo che, con un po' di impegno e un po' di curiosità, ogni persona possa trovare un libro con cui la propria anima dialoghi con armonia e se mai non lo trovasse, può sempre scriverlo, così che un giorno, qualcun altro possa possa fare del suo libro, il proprio.

Giada Morat 2I










LEGGERE

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che è offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.

(Proust)

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Nella foto Astrid Lindgren nel suo salotto con alcune edizioni di Pippi Calzelunghe, 15 ottobre 1981


La frase di Proust riflette, almeno secondo le mie esperienze personali, veramente bene una delle cose più strabilianti che i libri sono capaci di fare. Essi riescono a farci conoscere lati di noi stessi che probabilmente nella vita non saremmo stati in grado di portare alla luce, se non con difficoltà.
Anche se Proust riflette sul tema del “leggere” in modo profondo, io ho scelto di affiancare alla sua espressione un'immagine che a mio parere, accostata ad una locuzione come quella di Proust, rispecchia questa frase ironicamente. Il collegamento sul quale mi sono basata per scegliere di abbinare questa frase a questa immagine è il fatto che la donna ormai anziana della foto in questione sia sommersa di libri di Pippi Calzelunghe, in edizioni e in lingue diverse. Il pensiero che questa anziana donna possa trovare un nuovo lato di sé stessa leggendo un libro quale quello che narra delle avventure della monella conosciuta come Pippi Calzelunghe, mi fa sorridere. Trovo spiritoso che quella donna scopra di assomigliare alla bambina vivace protagonista di tutti quei libri dai quali è circondata. Inoltre la posa della donna somiglia molto a quella di una bambina sorpresa in pieno a fare le sue marachelle; e per di più questa donna sembra ritrovare in sé stessa, grazie ai libri di Pippi Calzelunghe, la propria giovinezza.

Arianna Pati 2I










LEGGERE

Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere

(Daniel Pennac)


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Ho scelto di abbinare questa citazione di Daniel Pennac al dipinto di Anselm Feuerbach. Lo scrittore ci vuole trasmettere che il tempo che una persona dedica alla lettura non è sprecato, anzi è utile per ‘allungare’ la vita, la quale sarebbe più breve e meno significativa senza la lettura. Inoltre Pennac accosta il ‘leggere’ all’amore dicendo che sono due elementi simili, entrambi indispensabili per arricchire e dare gusto alla propria vita. L’immagine invece raffigura Paolo e Francesca immersi nella lettura del romanzo di amor cortese ‘Lancillotto’, ciò che porterà in loro il desiderio amoroso per colpa del quale poi saranno puniti nell’inferno nel Cerchio dei Lussuriosi. Ho accostato la citazione a quest’immagine proprio per il fatto che in entrambi i casi si vede la lettura in relazione all’amore; nella frase lo si paragona alla lettura nel senso di somiglianza mentre nel dipinto è raffigurato l’evento famoso dove è proprio la lettura la fonte dell’amore, che porta i due giovani ad ‘imitare’ il racconto.

Stefano Raus 2I

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