Liceo Scientifico "Galileo Galilei"

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Sostiene Pereira

SOSTIENE PEREIRA


ricerca di Arianna Pati, Giovanni Moser, Federico Carlini

bSostiene Pereira è un romanzo scritto da Antonio Tabucchi (scrittore italiano nato a Pisa nel 1943), pubblicato per la prima volta nel 1994. Il romanzo è ambientato nella capitale del Portogallo, Lisbona, nel 1938, un periodo pieno di conflitti per la penisola iberica:
  • in Portogallo vi era la dittatura di Salazar durata fino al 1974
  • in Spagna invece vi era una guerra civile tra i fedeli a Francisco Franco e i repubblicani.
In questo contesto Tabucchi descrive la storia di Pereira, un giornalista obeso che ha abbandonato la cronaca nera per dirigere la rubrica letteraria di un giornale minore. Pereira un giorno incontra per lavoro un certo Monteiro Rossi, il quale cambia la vita e il pensiero sulla politica del protagonista.
Attraverso questa storia intrigante e molto profonda, l'autore ci vuole comunicare che tutti i dotati di un minimo di moralità devono interessarsi a certe cose, e che se qualcuno minaccia i nostri valori non non possiamo restare indifferenti ma reagire.

Questo romanzo appartiene a vari generi (psicologico, storico, sociale,...), tra i quali anche il romanzo di formazione.




PERSONAGGI: percorsi di formazione e analisi psicologica


Pereira, protagonista del romanzo, è un giornalista che dirige la pagina culturale del quotidiano “ Lisboa”, dopo aver lasciato la cronaca nera. Vive a Lisbona durante il periodo del regime salazarista, ma non si riconosce in nessun partito, ed anche se non condivide il pensiero dei salazaristi, non è attivista dall'altra parte. È un uomo di età ormai avanzata che ha problemi di peso, soffre di cuore e ha la pressione alta; buon cattolico che però non crede nella risurrezione della carne perché l'idea che il suo grasso possa risorgere lo disgusta. È ossessionato dalla morte, forse perché il padre aveva un'agenzia di pompe funebri e inoltre sua moglie è morta di tubercolosi, anche se Pereira continua a parlare al suo ritratto.
La vita di Pereira comincia a prendere una svolta diversa quando legge per caso un necrologio fatto da un certo Francesco Monteiro Rossi su una rivista letteraria a carattere filosofico. Colpito dal fatto che un giovane possa scrivere su un argomento così profondo, la morte, Pereira fornendosi dell'elenco telefonico riesce a contattare Monteiro Rossi e ad ottenere un incontro col giovane. È così che Pereira viene a contatto con colui che darà una svolta alla sua monotonia ed alla sua indifferenza per le questioni che coinvolgono Lisbona.
Pereira ingaggia Monteiro Rossi come collaboratore esterno del Lisboa, e gli dà il compito di scrivere necrologi anticipati di celebri autori ancora in vita. Ma il giovane scrittore non scrive necrologi sugli autori indicati, ma su altri che erano pericolosi da pubblicare perché attaccavano fortemente il fascismo. Tuttavia Pereira non ha il coraggio di licenziare il ragazzo, perché tra di loro si è venuto a formare, più che un rapporto di lavoro, un rapporto tra padre e figlio.
Monteiro Rossi è un giovane molto attivo politicamente contro il fascismo e Pereira, essendosi dopotutto affezionato a lui, è combattuto tra dargli il suo aiuto, o non essere coinvolto in questioni politiche che potrebbero costargli la pelle. Come in questo caso Pereira è sempre indeciso; lui spesso non riesce nemmeno a spiegarsi perché si comporta in certi modi. “Sostiene Pereira che da principio si mise a leggere distrattamente l'articolo, che non aveva titolo, poi macchinalmente tornò indietro e ne ricopiò un pezzo. Perché lo fece? Questo Pereira non è in grado di dirlo.”
Pereira a questo punto ha già cominciato a percorrere il suo percorso formativo come personaggio dinamico. Grazie a incontri significativi, come quello con la signora Del Gado e con il dottor Cardoso, il quale gli spiega la teoria della confederazione delle anime, Pereira capisce che la politica sta minacciando i valori, la libertà. Inoltre lui traduce racconti e scopre che anch'essi sono politici, come “Viva la Francia” di Maupassant. Ma ciò che renderà capace Pereira di compiere un atto di eroismo e di giungere al termine del suo percorso formativo, sarà l'assassinio di M. Rossi, ucciso dalla polizia in casa di Pereira, mentre lo stava nascondendo dai salazaristi. Pereira dopo questo evento compie un atto di coraggio prima di lasciare il Portogallo: grazie ad un piano azzardato riesce a far pubblicare sul proprio giornale un articolo di denuncia dell'omicidio dell'attivista. Con questo gesto Pereira determina la fase finale della sua metamorfosi, e da “vecchio in discarica” che era prima, diventa un eroe.
“...Pereira sostiene che gli venne un'idea folle, ma forse poteva metterla in pratica. Si mise la giacca e uscì.”
(Sostiene Pereira)
In questo percorso Pereira affronta prove di carattere psicologico, nelle quali si trova a combattere contro la sua voglia di restare indifferente ai problemi che non lo coinvolgono direttamente. Non c'è dubbio quindi che per Pereira è stato tracciato un percorso di formazione che lo ha portato a rischiare la vita per dei valori che inizialmente pensava fossero lontani da lui mille miglia. Così Pereira cambia completamente il suo pensiero: all'inizio afferma che lui non fa politica, si occupa di letteratura; in seguito comincia ad avere i suoi dubbi e riferendosi a M. Rossi ed alla sua fidanzata Marta dice: “Se loro avessero ragione la mia vita non avrebbe senso, non avrebbe senso aver studiato lettere a Coimbra e aver sempre creduto che la letteratura fosse la cosa più importante del mondo, non avrebbe senso che io diriga la pagina culturale di questo giornale del pomeriggio dove non posso esprimere la mia opinione e devo pubblicare racconti dell’Ottocento francese, non avrebbe senso più niente, ed è di questo che sento il bisogno di pentirmi, come se io fossi un’altra persona e non il Pereira che ha sempre fatto il giornalista, come se io dovessi rinnegare qualcosa”; ed infine Pereira riesce a comprendere il suo ruolo: far coincidere la letteratura con la storia.
La letteratura può diventare un modo (forse l'unico) per combattere e sfidare la storia. Per offrire a Pereira (ai molti Pereira annegati nella loro storia individuale del loro paese) un'imprevista via d'uscita, un riscatto postumo. (Paolo Mauri)

Francesco Monteiro Rossi è un giovane mezzo italiano che si interessa attivamente di politica contro i salazaristi. È alto e snello, i capelli gli cadono a ciocche sulla fronte; è un giovane un po' sbadato, ma pieno di vita. È laureato in filosofia e si interessa di letteratura, ma sin da quando Pereira lo ingaggia nel suo giornale Monteiro non riesce mai a scrivere pensando solo alla letteratura; infatti redige dei necrologi che non possono essere pubblicati per il loro contenuto a carattere socialista ed anarchico, che incorrerebbero nella censura del regime.
M. Rossi è un personaggio che non compie trasformazioni nel corso del romanzo, anzi rimane sempre con le stesse idee, anche se queste gli costeranno la vita.

Il dottor Cardoso è il medico curante di Pereira. È una persona molto colta che spiega a Pereira la teoria della confederazione delle anime e della presenza di un io egemone che sovrasta gli altri. Dal punto di vista narrativo è un aiutante del protagonista, infatti lui stesso indurrà Pereira a denunciare l'uccisione di M. Rossi e a pubblicare un articolo a riguardo. Però il dottor Cardoso è un personaggio piatto che non compie nessuna trasformazione.

La signora DelGado. Pereira incontra la signora DelGado sul treno durante il viaggio di ritorno da Coimbra. È un incontro molto significativo, infatti lei è un personaggio molto particolare: ha una gamba di legno, e inoltre è una donna mezza tedesca ed ebrea, quindi è internazionale, e per altro è molto colta. Questo incontro rafforza la necessità di impegnarsi attivamente; lei infatti è contrapposta a Silva, il falso amico del dottor Pereira.

Marta è la fidanzata di M. Rossi, giovane bellissima, di carnagione chiara con gli occhi verdi ed i capelli castani; per lavoro scrive lettere commerciali per una ditta di import-export. Lei è il motore politico di Monteiro ed è grazie a lei che Pereira comincia ad interessarsi alla vita politica del Portogallo. Crede fortemente nei suoi ideali politici: “Bisogna distinguere tra fanatismo e fede (...) perché si possono avere degli ideali, per esempio che gli uomini siano liberi e uguali, e anche fratelli, mi scusi, in fondo sto recitando la rivoluzione francese, (...)”.

Celeste è la portinaia dell'ufficio di Pereira. Compie un'azione di antagonismo perché in segreto tiene informata la polizia del regime riguardo l'attività sospetta di Pereira e di Monteiro.

Manuel è un cameriere del Café Orquidea dove il protagonista consuma sempre i suoi pasti abituali: omelette e limonata. È qui, tramite Manuel, che Pereira segue le notizie e riflette sul ruolo dell'intellettuale. Dal punto di vista narrativo il cameriere è un aiutante, anche se non di maggior rilievo.


ANTONIO TABUCCHtabucchiI

 Antonio Tabucchi nasce a Pisa il 24 settembre 1943, ma cresce nella vicina campagna in una casa in un piccolo borgo toscano.
Durante gli anni dell'università intraprende numerosi viaggi in Europa, sulle tracce degli autori incontrati nella ricca biblioteca dello zio materno. Al ritorno da uno di questi viaggi a Parigi trova su una bancarella, firmato con il nome di Álvaro de Campos, un libro del poeta portoghese Fernando Pessoa in una traduzione francese. Dalle pagine di questo libriccino ricava l'intuizione di quello che sarà per più di vent'anni l'interesse principale della sua vita.
Recatosi infatti a Lisbona sviluppa per il Portogallo una vera passione. Finisce così per laurearsi nel 1969 con una tesi sul Surrealismo in Portogallo. Nel 1973 viene chiamato ad insegnare lingua e letteratura portoghese a Bologna. Gran parte dei romanzi e racconti che egli scrive si sviluppano intorno a personaggi che sono alla ricerca di se stessi e del senso della vita.
Il 1994 è un anno molto importante nella vita di Antonio Tabucchi: è l'anno del romanzo per il quale è diventato maggiormente conosciuto: Sostiene Pereira, vincitore del Premio Super Campiello, del Premio Scanno e del Premio Jean Monnet per la Letteratura Europea. Il protagonista di questo romanzo diventa il simbolo della difesa della libertà d'informazione per gli oppositori politici di tutti i regimi antidemocratici. Il regista Roberto Faenza ne trae il film omonimo (1995) in cui affida a Marcello Mastroianni la parte di Pereira e a Daniel Auteuil la parte del dottor Cardoso.


IL MESSAGGIO

Tabucchi ha scritto questo romanzo con uno scopo ben preciso; vuole infatti invitare tutti coloro che sono in possesso di un minimo di senso etico a non restare indifferenti e a collaborare anche nel piccolo per combattere in favore dei valori in situazioni difficili. Perchè quando qualcuno minaccia i nostri valori, quelli sui quali ci basiamo per vivere in comunità, non si può restare immobili e lasciare che gli eventi della storia scorrano su di noi. Bisogna fare qualcosa, a meno di non voler provare il rimorso proveniente dalla coscienza, sempre se ce l'abbiamo.
E’ possibile che l’autore abbia preso spunto per il suo romanzo dal clima di crisi socio-culturale che sta emergendo negli ultimi anni nel nostro Paese. Forse Tabucchi può aver previsto come ciò che stiamo vivendo possa prima o poi portare ad un regime totalitario, in cui la libertà di pensiero e d’informazione non viene rispettata e nel quale la gente non riesce a ribellarsi con successo, a causa dell’intervento della dittatura nel cervello delle persone. “Sostiene Pereira” ci spinge a ritrovare la forza ed il coraggio di indignarci e rimboccarci le maniche per cambiare un modello di classe dirigente e amministrativa che non ci piace.

LO STILE

“Al lettore non è dato di sapere di fronte a quale tribunale Pereira “sostiene”. O meglio, lo si capirà presto e benissimo: il tribunale della letteratura; meglio ancora, il tribunale del testo letterario.” (Giorgio Bertone)

La locuzione “Sostiene Pereira” è ripetuta in maniera quasi asfissiante. Essa è la dimostrazione più evidente di come il libro si avvicini alla lingua parlata. Pare che l'autore parli con un'altra persona raccontandole una storia. Sembrerebbe che Tabucchi si voglia dissociare da quello che racconta, prendendo l'argomento trattato con le pinze. Essendo un romanzo a carattere etico, qualcuno potrebbe accostarlo alla Divina Commedia, che è forse il trattato sulla morale più famoso della storia. Ma a differenza di Dante però, l'autore lascia libertà di opinione riguardo a quello che dice. Nell'opera dantesca non c'è spazio per i dubbi, poiché in essa si pretende di vedere la Verità per annunciarla al mondo.
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