Liceo Scientifico "Galileo Galilei"

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Storia del romanzo di formazione

IL ROMANZO DI FORMAZIONE


ricerca di Federico Aldrighetti, Arianna Bridi, Gianluca Fedel

INTRODUZIONE

a b In questi primi due anni di liceo, su indicazione dell’insegnante di italiano abbiamo letto e analizzato vari romanzi di formazione. Di che cosa si tratta?

Siamo alle prese con un genere letterario, tra i più importanti della tradizione del romanzo moderno, che riguarda l'evoluzione del personaggio verso la maturità e l'età adulta, allo scopo di promuoverne l'integrazione sociale, oggi per raccontarne emozioni, sentimenti, progetti, azioni, viste nella loro origine interiore. Può rientrare in diverse categorie, come quella del romanzo storico, che noi abbiamo analizzato grazie a ‘’Siddharta’’ di Hesse , ‘’Congiura a Roma’’ di Mitchell, ‘’Lo scudo di Talos’’ di Manfredi e ‘’Sostiene Pereira’’ di Tabucchi, che è pure romanzo sociale, come ‘’Io non ho paura’’ di Ammaniti e‘’Il cacciatore di aquiloni’’ di Hosseini. Queste ultime opere narrative che abbiam citato ci sono servite per analizzare diversi tipi di romanzo di formazione: infatti, anche se il loro genere varia solo dallo storico al sociale, contengono modelli diversi di “formazione” del personaggio.

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STORIA DEL ROMANZO DI FORMAZIONE

Il romanzo di formazione è presente nella storia letteraria anche prima dell’800, ma è in questo secolo che assume le sue peculiarità, con libri come “Il Rosso e il Nero” e “La Certosa di Parma” di Stendhal, “Illusioni perdute” di Balzac, “L'educazione sentimentale” di Flaubert, senza dimenticare “I Promessi Sposi” di Manzoni, per poi proseguire per tutto il '900. L’iniziatore di questo genere è Goethe con il libro intitolato “Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister” del 1797. All'interno del Romanzo di Formazione si forma un personaggio protagonista: è il romanzo della gioventù inquieta, della società che lo accoglie o lo rifiuta. Questo romanzo ha sempre (o quasi) un lieto fine.
Nel romanzo inglese, invece, la gioventù diviene forma simbolica di una società non bene assestata: la figura del giovane eroe che esplora il mondo racchiude in sé tutte le incertezze e le tensioni della società stessa. Di conseguenza, nel romanzo di formazione inglese, il protagonista può solamente sbagliare e le esperienze più significative sono quelle che confermano le scelte dell'infanzia anziché modificarle.
Nel caso italiano, come per esempio nei “Promessi Sposi”, il protagonista non è un borghese, ma un proletario. La sua storia è ambientata in un periodo che è l'antitesi della modernità e la formazione del personaggio è anche segno della sua ascesa sociale.

Come si riconosce un romanzo di formazione?
Il Bildungsroman, ossia la storia della formazione di un uomo, costituisce quindi uno sviluppo naturale del romanzo stesso, una sua espressione quasi fisiologica; la vita di ogni uomo è, in un certo senso, un romanzo, con un protagonista che deve affrontare delle prove, deve talvolta subire lo smacco di una sconfitta ed è spesso chiamato a scendere a compromessi con la realtà circostante.


Schema tipico del romanzo di formazione

Il romanzo di formazione è improntato sulla maturazione dal punto di vista psicologico ed affettivo di un personaggio. Generalmente si tratta del protagonista, anche se possono avvenire delle maturazioni anche da parte di personaggi secondari di minor importanza.

Inizio: Il racconto si apre con una rottura dell'equilibrio socio-familiare. Il protagonista deve riuscire a dimostrare qualcosa (la sua bravura, il suo coraggio, quanto vale o quanto è intraprendente) e lo fa allontanandosi dalla propria famiglia, dal proprio luogo d’origine.

Topoi ricorrenti:

  • Protagonista spesso in età adolescenziale, spesso orfano e/o ai margini della società; non è ancora completamente adulto, e rifiuta il modello dei genitori
  • Città labirintica: città intricata, confusa e poco chiara;
  • Aiutante: personaggio di livello inferiore, ma complementare al protagonista;
  • Locanda: luogo ambiguo nel quale non sai mai cosa ti aspetta (solitamente è collegata ad un furto): rappresenta il mondo nella sua dimensione “pubblica”, pieno di insidie proprio nel suo essere in apparenza allettante e amichevole.
  • Durante il viaggio il protagonista si trova davanti a delle “prove”, che deve superare per poter dimostrare di essere un adulto.
  • Ritorno a casa: il personaggio, dopo aver appreso i veri valori, torna dalla propria famiglia.
  • Riconoscimento: il personaggio, tornato nel suo luogo d'origine, viene riconosciuto come “maturato” e rispettato come tale.

Valori: insieme delle qualità positive in campo morale, intellettuale e professionale per le quali una persona è degna di stima. I valori morali, i valori sociali, i valori estetici e/o i valori umani sono gli ideali a cui un uomo aspira nella vita.


CONGIURA A ROMA

 

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Ci troviamo nel 63 a.C. La repubblica di Roma sta scricchiolando. Aulo Lucino Spurinna vive in Etruria assieme agli zii; le terre della sua famiglia sono in pericolo, minacciate da un veterano al comando di un esercito di ribelli che ha deciso di impossessarsene utilizzando la forza. Quando lo zio viene trovato misteriosamente morto, Aulo decide di partire per Roma alla ricerca di un aiuto dal parte del patrono di famiglia: il console Cicerone. Ma a Roma Aulo si trova coinvolto in qualcosa di più grande della perdita dei propri possedimenti: una congiura ordita da Catilina ai danni della repubblica. Assieme a Tullia, figlia di cicerone, Aulo deve combattere una battaglia decisiva; in palio ci sono le sue terre, la sua vita ed il futuro di Roma.



Patrono: Nella antica Roma il patrono (in latino patronus = "protettore", da pater = padre) era un cittadino di una certa autorevolezza, in genere patrizio, chiamato così per via del legame (detto di patrocinio, ossia di protezione) che aveva con schiavi o plebei. Molte volte il patrono era solito dare la cosiddetta “ sportula “, elargizioni di generi alimentari e, conseguentemente, di denaro, in cambio di favori o alcune volte del voto del proprio cliente.



PERSONAGGI

  • Aulo Lucino Spurinna: chiamato da tutti solo Spurinna. È il narratore ed il protagonista della vicenda.
  • Hercna: zia di Aulo.
  • Manlio: capo dei veterani in Etruria, minaccia continuamente Aulo e la sua famiglia.
  • Omero: schiavo greco molto colto e intraprendente, originario di Atene, segretario della famiglia Spurinna.
  • Volturcio: proprietario terriero di Faesulae, in Etruria. Vive però a Roma.
  • Cicerone: uno dei due consoli di Roma, patrono della famiglia Spurinna.
  • Tullia: figlia di Cicerone, intelligente ed astuta.
  • Brenno: un druido a capo della tribù degli Allobrogi.
  • Pantolemos: filosofo salariato in casa di Volturcio.
  • Catilina: politico romano a capo di una congiura contro il senato.
  • Flacco: giovane tribuno coraggioso a capo di uno squadrone di cavalleria dell’esercito. Fa coppia con Pontino.
  • Pontino: giovane tribuno irresponsabile. Fa coppia con Flacco.
  • Antonio: uno dei due consoli di Roma, assieme a Cicerone, comandante dell’esercito romano.




ANALISI E DISCUSSIONE DEL TESTO

In “Congiura a Roma” troviamo tutti gli aspetti del romanzo di formazione elencati nei punti precedenti. Avviene una maturazione dal punto di vista psicologico ma anche affettivo, non solo da parte del protagonista Aulo Lucino Spurinna, ma anche da parte del suo fedele schiavo Omero. Aulo infatti, alla morte dello zio, lascia la propria famiglia per andare a Roma alla ricerca di una soluzione del problema riguardante le sue terre. (primo punto tipico del romanzo di formazione) Successivamente troviamo nel romanzo tutti i topoi ricorrenti che abbiamo accennato prima:

  • città labirintica: Roma è una città nella quale è molto facile perdersi.
  • aiutante: Omero funge da vero e proprio aiutante di Aulo in tutto il racconto.
  • locanda: Durante il viaggio Aulo ed Omero si fermano ad una locanda, nella quale Aulo rischia il furto da parte di un vagabondo di tutte le sue monete e delle carte che provano l'assassinio dello zio, se non fosse che Omero riesce a riconoscere la sacca del suo signore e ad impedirne il furto.

Infine, dopo aver appreso i valori della vita ed essere cresciuto, sia psicologicamente che affettivamente, Aulo fa ritorno a casa propria da vincitore. Si è infatti dimostrato fondamentale nella battaglia finale tra Cicerone e Catilina, prendendo il posto di comandante della propria cavalleria, sostituendosi agli indisponibili Flacco (ferito per colpa di una caduta da cavallo) e Pontino (troppo ubriaco per poter continuare a cavalcare); ma non solo in queste circostanze si è dimostrato fondamentale. Egli infatti salva Tullia e suo padre Cicerone nella loro casa, da una congiura ordita da alcuni senatori, lottando senza mai farsi prendere dal panico e dimostrando tenacia, intelligenza e astuzia, contro 5 gladiatori. Per provare poi la colpevolezza di Volturcio si introduce più volte in casa sua rischiando la morte ogni volta e persino travestendosi da aiutante di un mago fasullo (che in realtà era Omero).
Non è da sottovalutare tuttavia la posizione e la maturazione dal punto di vista psicologico avuta nel romanzo dallo schiavo greco Omero. Lui infatti non si sente mai un vero e proprio schiavo, pur non mancando mai di rispetto al suo signore, e si permette azioni intrepide e valorose, oltre che pericolose. Un esempio lampante di questo lo si ha quando Omero rapisce Pantolemos, di sua spontanea volontà, per interrogarlo e farsi rivelare l’entrata d’accesso alla casa di Volturcio. Egli poi recupera i soldi che Aulo aveva perso alla locanda, dimostrando un grande spirito di iniziativa ed un’intraprendenza da non sottovalutare. Non bisogna dimenticarsi che, infine, è lui a teorizzare la causa della morte dello zio di Aulo e si offre per accompagnare Aulo in questo viaggio verso Roma. Oltre ad essere un aiutante più che prezioso, Omero matura nel corso del romanzo, arrivando alla fine ad ottenere persino la liberazione dalla schiavitù in cambio dei suoi splendidi servigi.

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