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fse tirocini   pon

prof. Roberto Lorenzi

Una mattina ti svegli e non trovi più il sole. Cerchi l’interruttore per accendere la luce e scopri che non funziona. Una mattina ti svegli e non trovi più nulla di ciò che avevi, perché tutto è affogato nel buio. Un buio che non avevi mai visto e che fino ad un attimo prima nemmeno sapevi esistesse.

A me questa atroce esperienza è toccata qualche giorno fa. Roberto, luce della mia vita assieme a nostra figlia Gloria, si è spento all’improvviso. Un infarto fulminante se l’è portato via a 52 anni appena, al mattino appena alzato e senza alcun preavviso. Nel buio pesto non puoi camminare: il terrore si impossessa di te, l’equilibrio va in tilt e resti immobile, paralizzata. Ti avvolge un freddo innaturale, che intorpidisce e ti fa pensare di non aver più nulla da dare né da chiedere a chi ti ha privato della tua luce.
Nel buio assoluto, tuttavia, ho scoperto che basta la flebile fiammella di una candela per farti ritrovare un minimo senso dell’orientamento. E se le candele sono più di una e ti si avvicinano seppur tremule, oltre a vederle, ne apprezzi il tepore. Non sono il sole, no. Però in sua mancanza scopri quanto bene facciano anche queste luci fioche e questo calore discreto, quasi pudico, fatto di parole scritte, parole dette, parole non dette ma comunicate con abbracci e lacrime.
Con queste poche righe voglio ringraziare dal profondo del mio cuore tutte le “fiammelle” che ho trovato sulla mia strada in questi giorni terribili, con particolare riguardo alle “candele” degli alunni ed ex alunni di Roberto, alle “candele” dei suoi colleghi ed ex colleghi. Non le dimenticherò mai e le terrò vive per sempre: saranno il modo più dolce per far sapere a Gloria, quando sarà più grande, quanto buono e benvoluto fosse il suo papà.
Grazie.  
Donata Bortolotti Lorenzi.