Centenario del Liceo Scientifico "Galileo Galilei" di Trento – Documento 1 a-c
Domanda del Comune di Trento alla Provincia: relazione manoscritta sull'importanza di un Liceo scientifico a Trento
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Trascrizione
Documento manoscritto. Trascrizione da verificare: i passaggi incerti sono indicati con [?].
Dell'importanza dell'istituzione di un Liceo scientifico a Trento per la città e per l'intera regione.
Dei sei tipi di Scuola media, che la riforma del Ministro Gentile ha creati, quattro sono d'istituzione obbligatoria in ogni capoluogo di provincia, mentre i due rimanenti, e precisamente il Liceo femminile e il Liceo scientifico, sono facoltativi. In tutto il Regno poi il numero dei Licei scientifici non potrà essere superiore a 20. Tale limitazione di numero e il nome imposto a questo tipo di Scuola creato dalla riforma, possono far ritenere ch'esso sia di vitalità fin d'ora problematica e che la sua mancanza, anche in un'intera provincia, non sia di alcun danno per la coltura della popolazione e per la preparazione alle principali professioni di natura intellettuale.
Simile supposizione sarebbe però affatto erronea e, qualora essa determinasse la rinuncia all'istituzione di un Liceo scientifico, porterebbe a una città già ben fornita di scuole, e per di più capoluogo di provincia e di regione com'è Trento, un grave peggioramento delle possibilità d'istruzione non solo per gli abitanti della città stessa, ma anche di quelli delle vallate. Infatti il Liceo scientifico non è un tipo di scuola affatto nuovo e, ciò che più importa, che non ne sostituisca altri già esistenti e del quale si possa quindi anche fare a meno. Esso è invece l'erede di due istituti già distinti e ambedue soppressi dalla riforma: la Sezione fisico-matematica dell'Istituto tecnico e il Liceo moderno.
La prima Trento l'ottenne col nome di "Scuola reale superiore" al tempo del podestà Silli [?] e, com'è noto, preparava alla frequentazione del Politecnico; il secondo formò fino all'anno scorso una fiorente sezione del Liceo classico e avviava, oltre che al Politecnico, anche alle facoltà di Scienze dell'Università. Se Trento non avrà il Liceo scientifico, chi voglia nella Venezia Tridentina dare ai propri figli una conveniente preparazione agli studi superiori di scienza pura o applicata, dovrà mandarli in una delle regioni limitrofe e due tipi di Scuola media - la Sezione fisico-matematica dell'Istituto tecnico e il Liceo moderno -, i quali esistevano sì a Trento che a Rovereto e potevano vantarsi di una spiccata simpatia da parte della popolazione, come risulta dalle loro annuari, che testificano di una rilevante e sempre crescente frequenza, saranno praticamente soppressi, perché essi non possono trovare la loro naturale e comune continuazione che nel Liceo scientifico.
D'altro canto non si può trascurare il carattere di unilateralità che la Scuola media trentina possederebbe senza un Liceo scientifico. Già esiste e continuerà a sussistere a Trento l'Accademia di Commercio, a Trento verrà pure mantenuta, perché obbligatoria in capitale di provincia, la Sezione di Ragioneria dell'Istituto tecnico, a Rovereto è pure assicurata la continuazione della stessa Sezione e anche in questa città esiste una Scuola triennale di Commercio. La maggior parte delle Scuole medie trentine sarebbe insomma di carattere professionale e precipuamente ad indirizzo che si potrebbe definire "commerciale - bancario" e ciò in una regione, che per i commerci non si può [?] seriamente considerare fiorente.
Si noti ancora, che i Gabinetti di fisica, chimica e storia naturale della Sezione fisico-matematica di Trento sono abbastanza ben dotati di materiale didattico moderno, così che, se essi passeranno al Liceo scientifico (il futuro Istituto tecnico avrà in questo riguardo bisogni di gran lunga minori) non vi saranno da temere spese d'impianto e tutto si ridurrà ad una modesta dotazione annua per la manutenzione ed un lento, graduale incremento delle collezioni già esistenti.
Provincia e Comune non devono quindi lasciarsi sfuggire l'occasione di poter dare alla capitale della provincia un Istituto moderno, che a parere dello scrivente è destinato a diventare tra qualche anno il preferito e al cui possesso ambiscono già le principali città d'Italia.
Dott. Gius. Dalla Fior [?]
Trento, 15 luglio 1923.
Annotazioni a margine: in rosso "XVI 4 1923"; a matita, in fondo alla terza pagina: "50% di frequentanti sono delle vallate" [?].